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Anche le paritarie parteciperanno ai bandi

Anche le scuole paritarie potranno essere destinatarie dei fondi europei nell’ambito del Programma operativo nazionale (Pon) 2014-2020. A questo riguardo, il Ministero dell’Istruzione «sta avviando l’iter per ottenere una specifica modifica dell’Accordo di partenariato con la Commissione Europea», come annunciato alla Camera dal sottosegretario Gabriele Toccafondi, rispondendo a un’interpellanza della deputata Paola Binetti (Udc).

Prendendo spunto dal programma Scuole al centro iniziativa di contrasto alla dispersione scolastica, finanziata dal Fondo sociale europeo con 240 milioni -, a cui le scuole paritarie non hanno potuto aderire in autonomia ma soltanto con accordi di collaborazione con le scuole statali, la deputa- ta centrista ha sollecitato il governo ad adottare «opportune soluzioni» per contrastare questo «significativo discrimine» tra scuole (statali e paritarie) facenti parte dell’unico sistema di istruzione nazionale, come indicato nella legge 62 del 2000.

Nella risposta, il sottosegretario Toccafondi ha ricordato che l’esclusione delle paritarie dai fondi Pon è stabilita dall’Accordo di partenariato, dove è previsto espressamente che «il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo di sviluppo regionale interverranno nel settore dell’educazione pubblica, con esclusione delle scuole private e/o parificate». Toccafondi ha, quindi, sottolineato che, durante la discussione della legge di Bilancio 2017 alla Camera, sono stati approvati diversi emendamenti “bipartisan” per chiarire, in chiave interpretativa, la portata dell’accordo con l’Ue. In particolare, spiega il sottosegretario di Ncd, «precisando che ove si parla di “istituzioni scolastiche” con tale locuzione si debbano intendere tutte le istituzioni scolastiche che costituiscono il sistema nazionale di istruzione, ai sensi della legge 62 del 2000». Da qui, la richiesta di modifica dell’accordo europeo. «Questo governo – dichiara Toccafondi – conferma l’attenzione per le scuole paritarie, che svolgono a tutti gli effetti un servizio pubblico e sono una delle due gambe su cui si regge il sistema nazionale di istruzione». I tempi tecnici per la modifica dell’accordo si aggirano sui 2-3 mesi. Nel frattempo, per non bloccare i bandi in uscita, al ministero stanno pensando alla possibilità di “congelare” una parte dei fondi da destinare alle paritarie a modifica avvenuta.

Paolo Ferrario

Da Avvenire 15 gennaio 2017

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